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Storia del Premio della Pace

Il Premio della Pace

   Uno  degli obiettivi fondanti della filosofia rotariana è “la propagazione della comprensione reciproca, la buona volontà e la concordia tra nazione e nazione” per il raggiungimento della pace universale.

   Un obiettivo ambizioso che, sinceramente, non può essere perseguito semplicemente dall’azione rotariana, legato com’è a  problematiche ed interessi  economici, politici, sociali e geografici che si sviluppano a livelli che non possono essere governati da una associazione di servizio, sia pure di alto profilo e caratura, quale è il Rotary International.

   Tuttavia il Rotary ritiene che, il sia pur difficile raggiungimento di tale meta, passi attraverso la “memoria” ed il “servizio”.

   La “memoria” per non dimenticare gli orrori che le lotte, talvolta fratricide, tra popoli e fazioni in contrasto tra loro, fin dai primordi della storia, hanno apportato all’umanità.

   Il “servizio” , in qualunque sfera esso sia espletato, per la risoluzione di criticità ambientali, culturali, economiche ed etniche, che sempre rappresentano il focolaio di ogni forma di contrasto.

   In questa ottica il nostro Club ha istituito il “Premio della Pace” nell’intento di evidenziare ed esaltare, quale nobile esempio da additare ed imitare, l’impegno umano e sociale profuso da Enti, Istituzioni e Personalità, nello sforzo di contribuire a rendere possibile quel contesto di pace universale da tutti auspicato e, tuttavia, sempre più difficile da realizzare.
   
   Il Premio nasce, sia pure in embrione, nell’anno sociale 1997/98 con la Presidenza di Gianni Buccarella, da una idea del socio  Filippo Santigliano.
E, non a caso, per la sua prima edizione, fu conferito congiuntamente a Padre Odorico Tempesta e, alla memoria, all’ing. Antonio Guerrieri, ispirandosi alle terribili vicende che, durante l’ultimo conflitto mondiale, portarono lutti e distruzioni alla nostra Città.
Ispirandosi, appunto, a quel concetto di memoria nell’accezione cui si è detto innanzi, con le seguenti motivazioni:

   Nel successivo anno sociale 1998/99, con la Presidenza di Rosario Palumbo, il Premio fu istituzionalizzato e perfezionato.
Con la fattiva collaborazione del Corpo docente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia – in particolare con l’appassionato impegno del maestro Silvano Pellegrini -  fu concepita la scultura in bronzo, divenuta il simbolo del Premio.
Tale scultura, oggetto  nel corso degli anni di ulteriori restyling sempre a cura del m° Pellegrini, rappresenta un puzzle a cui mancano alcune tessere, sul quale si intravede la silouette di una colomba simbolo, appunto, di speranza per il raggiungimento di quella concordia e pace universale tanto agognata da tutti gli uomini di buona volontà.
In questa seconda edizione, il Premio fu attribuito ad Amnesty International per “l’azione di costante ed appassionata difesa dei diritti umani operata incessantemente in ogni parte del mondo”.

   Nelle successive edizioni il Premio è stato attribuito  :